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Opera di Claudio Parmiggiani esposta al Marc di Catanzaro per Bookhouse

Pluralità del libro: note sul rapporto tra arti visive e lettura

In un generale clima di “ritorno all’ordine”, Pablo Picasso nei primi anni Venti dipinge il ritratto di una lettrice. Forme giunoniche, cromie essenziali, una costruzione formale solida ed insieme sintetica: il ritratto femminile è accompagnato da un attributo paradigmatico, il libro, appunto. Dopo anni di sperimentazioni dirompenti, l’artista più rivoluzionario del XX secolo torna a dipingere guardando alla storia dell’arte e non rinuncia a ritrarre un’anonima lettrice, probabilmente una sua modella di studio. In un clima domestico di calma e voluttà, il libro diviene – nelle esperienze artistiche di questa prima parte del secolo – una modalità per evidenziare un momento di colta concentrazione delle signore di buona famiglia.

Ed è in particolare la figura femminile a farsi portatrice di questi momenti, mentre i pittori più noti del periodo – uomini, naturalmente – si dedicano alla loro rappresentazione mediante la pittura, il disegno e la scultura. Da Henri Matisse a Renoir, il libro è simbolo – e sintomo – di un momento di vera e propria evasione dal proprio tempo. Fuori dalle quattro mura – della stanza e del quadro – imperversano crisi economiche, guerre e problemi sociali, ma il libro è spesso un rifugio sicuro di colto distacco verso il presente.
In tempi più recenti – siamo negli anni Sessanta del XX secolo –, artisti di varie geografie comprendono (ma la prima intuizione fu dei Futuristi italiani e prima ancora del Cubismo sintetico) il valore formale e simbolico della parola scritta, del lettering. La poesia concreta e le varie aree della poesia visiva intercettano un ambito della ricerca a metà strada tra visualità e parola, tra poesia sperimentale e immagine. Anche in Salento ci sono state esperienze di questo tipo, grazie al lavoro di ricerca di operatori culturali come Enzo Miglietta e Francesco Saverio Dòdaro.

Enzo Miglietta Silenzio 1978 Courtesy Laboratorio di Poesia di Novoli

Enzo Miglietta Silenzio 1978 Courtesy Laboratorio di Poesia di Novoli

Libri di Anselm Kiefer Courtesy Galleria Lia Rumma Milano Napoli

Libri di Anselm Kiefer Courtesy Galleria Lia Rumma Milano Napoli

Opera di Claudio Parmiggiani esposta al Marc di Catanzaro per Bookhouse

Opera di Claudio Parmiggiani esposta al Marc di Catanzaro per Bookhouse

È molto vasto il rapporto tra libro e arti visive – e sterminata la sua fenomenologia –, tanto da essere al centro delle indagini di storici dell’arte di primo piano, riguardando anche le esperienze più recenti dell’arte contemporanea. Basti pensare al tedesco Anselm Kiefer, autore di grandi sculture in piombo e materiali di risulta effigianti libri, presenze giganti che campeggiano nei grandi musei del mondo. O al sofisticato sguardo di Candida Höfer, a lungo pellegrina nelle biblioteche storiche di differenti geografie, ritratte con la sua macchina fotografica con un approccio insieme poetico e analitico e stampate su grandi superfici.

Nel 2013 il Marca di Catanzaro ospitò Bookhouse. La forma del libro, un progetto espositivo curato da Alberto Fiz mirato a una riflessione sul rapporto tra l’oggetto libro e i linguaggi dell’arte. Da Michelangelo Pistoletto a William Kentridge, da Giulio Paolini a Vincenzo Agnetti, Emilio Isgrò e Matej Krén e Claes Oldenburg: artisti provenienti da differenti geografie hanno portato in quel museo una biblioteca d’immagini memorabile.

Lecce città del libro è anche questo, poiché tra le mission c’è anche una riflessione dilatata su diversi ambiti che riguardano il libro – e quindi la lettura –, visto con prospettive molteplici e pluridisciplinari. Lo sguardo dell’arte è così lo sguardo del pensiero – e quindi della vita -, assumendo una connotazione primaria rispetto a una riflessione sul nostro tempo e non solo.

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